4 ruote trasportano la maleducazione. Spesso, troppo Spesso.

Questo articolo è stato letto: 2906 volte !

So che scrivendo questo mi attirerò le antipatie di molti ma so anche di scrivere una verità.
Una verità in cui si si può specchiare uscendo ogni mattina in strada, che sia qui a Roma od in Italia in generale.

Un mozzicone di sigaretta vola giù da un finestrino.
E’ Roma, d’agosto, vuota e zeppa di voglia di fare, uscire, bere un birra lungo i localini aperti sulle sponde del Tevere, tirar tardi la notte, innestare perfino, guidando, la quinta marcia:  d’inverno è pura utopia, in estate momento di trascurabile felicità, come arrivare e parcheggiare.

Un mozzicone, forse l’ultimo della lunga seria di  oggi. Già, perché il posacenere in auto non c’è..no?
Credo di no, perché anche mentre fumano capita di vederli buttar fuori la cenere.
Non importa se il mozzicone o la gomma da masticare di turno  finirà addosso a qualcuno, se potrebbe essere pericoloso, se inquina.
La macchina è salva, pulita e l’alberello profumato che penzola dallo specchietto retrovisore centrale pare perfino igienizzare, arredare.

In auto si può telefonare e “svenire” conversando, ondeggiando nel fiume di asfalto: un po’ a sinistra , un po’ a destra, guidando con una mano, cambiando marcia con la stessa.
Ci sarebbe la legge che impone l’uso del telefonino con auricolare ma nessuno controlla.

Puoi mandare Sms, nel traffico od in autostrada, ventilando le tue capacità di non distrarti. Peccato che mentre lo pensi tu stia già rischiando di investire, sbattere, magari uccidere; e non te ne rendi conto perché gli altri, sulla strada, ti evitano, imprecano e ti salvano, si salvano.
Ma tu ed il tuo sms siete salvi.

In autostrada è facile guidare: basta occupare una corsia, quella che si preferisce. Potenti Suv, berline caricate come per un esodo post nucleare con tanto di materassi sul tetto, divani, tavoli: se un bagaglio del genere si sganciasse ci sarebbero morti, forse feriti.
Ma dai, io li lego bene, sai?

Il codice prevederebbe l’utilizzo, indipendentemente dalla velocità, della corsia più libera alla propria destra.
Ma non importa, perché l’automobilista ne sceglie una e ci rimane, cascasse il mondo.
Se dietro si crea coda che importa?Pazienza….
Loro sono lì, hanno conquistato quel posto e lo mantengono, chiusi nella scatola di latta, protetti dal mondo esterno. Prepotenti, arroganti.

Ma si che importa? La stradale al prossimo posto di controllo avrà fermato un motociclista reo di aver  cambiato gli indicatori di direzione: se stai leggendo e sei SOLO un automobilista devo spigarti cosa sono: LE FRECCE!!!

Eh si, perché si usano? Si, si dovrebbero usare, ma tanto…. Basta nel caso chiedere scusa, sempre che il malcapitato sia ancora in piedi e non in terra come ieri note, qui a Roma, con una gamba spezzata, una moto 200 m più avanti…

Fa caldo, in auto puoi guidare in ciabatte: non importa che il piede scivola, che noia queste riflessioni esagerate sulla sicurezza, vero?
Noioso come allacciare le cinture di sicurezza posteriori: mai visti i crash test, ne sono certo. Le persone e gli oggetti, dai sedili posteriori,o vengono catapultati in avanti con  conseguenze devastanti.

In autostrada tutto vale e sulle statali poco di meno: siete anche voi speso sorpassati da auto con passeggero sonnecchiante, sdraiato, piedi sul cruscotto (spesso senza scarpe) ?
In caso di incidente, l’airbag che esplode, oltre a non proteggere farebbe male…ma l’ignoranza guida i gesti, la dabbenaggine li rassicura.

Ops, il semaforo rosso, qui almeno ci si ferma.
Ma ovvio, non si fa caso a lasciar passare l’eventuale mezzo a due ruote. Dove sta scritto che io sto fermo e tu puoi passare in avanti per poi fermarti? Meglio trincerarsi dietro la scusa che poi ti fermeresti oltre la linea d’arresto.
Una frustrazione inspiegabile, radicata, non permette loro di accettare l’idea che una moto, un motorino, possa passare, avvantaggiarsi, e che se fossimo in un paese civile ci sarebbe uno spazio di arresto DEDICATO alle moto, a ridosso del semaforo.
Anche guidando nel traffico gli automobilisti tendono a guidare al centro della carreggiata, come per vedere, vittime di un represso desiderio di libertà, spazio, paesaggio: mai pensato alla moto?
E se non ci pensate, toglietevi di mezzo!! Che senso ha che voi siate bloccati e che imponiate agli altri di esserlo?

C’è traffico: finalmente si può leggere il giornale tardando poi a partire, avvertiti  dal tonificante colpo di clacson di chi attende in coda.

Ci si può truccare prima di arrivare in ufficio: anzi, comincio qui, poi lo faccio anche andando.
Già..mai pensato cosa accadrebbe con un piccolo tamponamento mentre state usando  l’eyeliner?

Fumare, telefonare, leggere, truccarsi.
Guidare, mai pensato?

Evito le autostrade come la peste: costose, pochi servizi, trafficate, infestate da prepotenti su 4 ruote: il casello autostradale ne è la chiara dimostrazione.
Tempi di attesa infiniti perché è ovvio, non puoi prepararti prima le monete o la carta per pagare, dovrai provvedere ad aprire la borsa e cercare infinitamente in quello che forse è un buco spazio temporale visto il tempo impiegato, devi giungere al casello e scendere per arrivare a mettere la mano in tasca ai jeans, poi risalire, sistemare tutto e tutti, indossare filanti occhiali da sole e poi via, ripartire.
In moto per forza di cose hai tutto a portata di mano: capito perché servirebbe un casello dedicato, ferma restando la necessità una riforma di prezzi che si auspicano differenziati fra mezzi, e servizi?

Non dimentichiamoci che puoi guidare l’auto in qualsiasi condizione a meno che non sia sabato sera, pena le filippiche su alcolici vari che poi, si capisce bene, sono solo una parte del tutto, del problema generale. Il sabato sera il popolo è attento alle discoteche, alla sicurezza stradale o , per meglio dire, al suo bisogno di sentirsi apposto, protetto da forza di polizia che controllano.

Sulle strade della penisola guidano anziani privi di riflessi, auto con pneumatici senza battistrada, fumi di scarico a mò di centrali atomiche.
Ehi, ma il motociclista ha cambiato la sua marmitta, va fermato e punito: coraggio tutori dell’ordine, fate gli occhi dolci al potenziale omicida ottantenne, punite me sulla base di una PRESUNTA velocità elevate.

E non vi affannate a dire che certi motociclisti fanno di peggio, che corrono etc etc.
Innanzi tutto va distinta la moto dallo scooter e se gli scootersiti dovessero aversene a male, pazienza: ho la presunzione di potermi specchiare in verità assolute: la strada, palcoscenico dove va in scena quello che ho scritto.

L’intelligenza intellettuale del lettore, a due o quattro ruote, sono certo che farà accettare anche questo scritto, per presuntuoso che sia, come verità, come incontrovertibile fatto, come deriva comportamentale da cambiare.

Sto per uscire di casa per un giro in moto: promesso che stare te più attenti?

Massimo

Questo articolo è stato letto: 2906 volte !

About Massimo

Massimo Soldini 25/03/1979
This entry was posted in La vita, la moto, le altre illusioni and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

One Response to 4 ruote trasportano la maleducazione. Spesso, troppo Spesso.

  1. Pingback: Jay

Lascia un Commento