Tiresia e la profezia di un viaggio “infinito”. L’India ed un amico lontano

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Mentre sistemo le foto di un breve itinerario di cui ragguagliarvi faccio pausa mandando un sms.

Gianvincenzo è partito ieri all’alba. Direzione India, un viaggio epico, in solitaria. Un mese lontano dalla propria, dalla nostra vita; si porta dietro un bagaglio di esperienze, di altri viaggi, di conoscenze pesanti in senso buono, da fare invidia ad un esploratore.

Oggi divago con lui, per lui: fra invidia e preoccupazione lo immagino accaldato, zaino in spalla, alla ricerca di non so bene cosa, mescolato fra gli odori di una terra densa di contraddizioni e “segreti”; il tutto da scoprire e vivere giorno per giorno, fino a sentirsi sazio, fino a ritrovare la voglia di tornare a sognare la casa, la mamma, il mare del rientro.

E’ come se lo sentissi vivere lì, in verità, come sei io mi sentissi chiuso, qui, nella bugia di una routine quotidiana, al riparo dalle emozioni vere, strangolato dal desiderio di ripartire in generale, specificatamente di farlo in moto, ovviamente, o soltanto forse.

Un po’, un bel po’ mi manca lui, le nostre sere di birre, di teorie sulla gente: vai “little Bro”, stasera su Skype, promesso?

Ed allora prego il Signore dei naufragati, la Santissima degli esuli, il grande Dio dei viaggi e quello della fortuna, dei venti, dei mari, le divinità delle avventure più pericolose, quelle più colorate.
Prego il pantheon dei viaggiatori, prego la Madonna delle Conchiglie…

Ulisse, eterno viaggiatore e la profezia di Tiresia per salutarvi ed augurarvi buon ferragosto

Vai oltre il ritorno
Porta sulle spalle un remo.
Abbandona la casa e vai errante nel sole
fino a gente che non batte il dorso del mare
che non conosce i cibi conditi col sale
che confonderà il remo con un ventilabro,
un rastrello per spargere intorno sementi,
per pettinarle nelle crine dei venti.
Lì lo poserai, offrirai sacrifici.
La morte ti coglierà dal mare,
consunto da splendente vecchiezza,

tra gente felice attorno.
Questo ti dico senza tema nè dubbi.

Massimo

Vai Già

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Massimo Soldini 25/03/1979
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3 Responses to Tiresia e la profezia di un viaggio “infinito”. L’India ed un amico lontano

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  2. gianvincenzo says:

    sei qua con me…

    • Massimo says:

      :-)
      Ogni tanto faccio dentro e fuori con skype nella speranza di spillarti impressioni, sensazioni, come sere fa, quando il monsone ti bussava fuori dalla finestra ed i cani ululavano.
      Mi hai detto di aver incrociato gente morta, altra viva, o forse lo era per modo di dire. Tutto succede a bordo strada.
      La vita vale quanto la morte, è tutto così confuso laggiù.
      In una tua frase scritta di sfuggita ci ho intravista il riassunto di una avventura di cui parleremo a lungo, credo.

      Sfida il monsone, la pioggia infinita, la caldissima India.

      Dai Già, è tutto tuo laggiù.

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